Saturday, September 30


II CAPITOLO

GRAN PREMIO DI MONTECARLO

Partirono, superarono Marco e Teo e si diressero all'ippodromo.Le strade vuote e i larghi viali illuminati dai lampioni rendevano tutto più magico.Il sibilo del turbo lacerava l'aria.Tolse di scatto il piede dall'accelleratore e spinse con forza i quattro freni a disco autoventilati.Sembrava che l'asfalto si liquefacesse come nei cartoni animati per rallentare l'auto.Il semaforo stava diventando rosso.Ritanna resto con lo sguardo fisso in avanti e ben stretta nella sua cintura di sicurezza.Quando vide comparire l'arancione dall'altra parte alzò il numero di giri del motore a cinquemila.Al verde lasciò violentemente la frizione.Le ruote dietro patinarono fumanti, ma avevano la funzione di fare da frizione all'innesto del turbo. A quel punto era come pilotare un'areoplano tale era la sensazione di essere staccati da terra. Fluttuavi nell'aria, attaccato a un filo, come su un gigantesco aquilone rosso.E il filo era quello delle traiettorie e con tutti i marciapiedi che c'erano era un'attimo sbriciolare un cerchi in lega ultraleggera. E a quel punto il gran premio sarebbe giunto precocemente al termine.. Arrivarono al piccolo dosso che ben conosceva e spinse ancor di più sull'accelleratore.Per un breve attimo le ruote si staccarono da terra. Ma tanto bastava per confermare la generica sensazione del volo con una dolcissima planata sulle quattro ruote.Non male come atterraggio, comandante!UUUUUUuuuuuuhhhaaaaaaaaaooooooooooo!Era come far del sesso.Era come se una gigantesca bocca ti succhiasse in avanti tutto intero.Al tornante a U calò quattro marce sfruttando per ognuna di esse il freno motore anche se, causa il turbo, era quasi inesistente.A metà curva sparò giù il gas a tavoletta.Il riinnesto improvviso del turbo aumentava di decine e decine di cavalli la potenza provocando il patinamento delle ruote posteriori con conseguente derapage.Viceversa, le ruote anteriori artigliavano l'asfalto come un gatto quando sale su un'albero.Era come esser stato sparato e cavalcare il proiettile.Nella lunga discesa che portava all'autostrada tolse il gas.Il rumore degli ingranaggi dell'otto cilindri sembrava lo ringraziassero per quella boccata d'aria fresca che gli faceva prendere.Prese il biglietto.Il raccordo anulare...corsia di lancio...massima potenza !Centoottanta....duecento...duecentoventi.....duecento trenta...duecentoquaranta....l'auto cominciava a vibrare come un'aereo d'epoca. il rumore era assordante e qualunque canzone fosse rimasta nel mangianastri non si sentiva più.Sentivi la vita sospesa a un filo.Qualunque minimo ostacolo avrebbe determinato un dramma.Lo sentivi, ne eri consapevole, sapevi che era una pazzia rischiare così, per niente, la vita,...ma era inebriante, adrenalina pura !Tener giù il gas era una sfida.....duecentocinquanta........poof...la turbina sfiatava, era il segno che eri arrivato al massimo e se la valvola west-gate non avesse sfiatato il turbo sarebbe esploso incendiandosi.Nei Gran Premi era di ordinaria amministrazione vederne andare arrosto.Ma a quella velocità anche l'autostrada non era poi così lunga.Arrivarono al casello ed uscirono.Raggiunsero l'ippodromo, parcheggiarono, e aspettarono gl'altri."Ti sei divertita?" chiese Allan premuroso a Ritanna.Dall'auto proveniva ancora la musica di Phil Collins "In the air tonight"
http://www.youtube.com/watch?v=n-HgI6OfxkY
"Mica tanto..." rispose."Ma perchè?""Vai troppo forte"Allan rise, e un po' a malincuore, Ritanna lo seguì.

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